Nel mio percorso di guarigione dall'adenomiosi, ho scoperto che il mio corpo aveva bisogno di zucchero. Non zucchero raffinato industriale — ma il glucosio puro che viene dagli amidi resistenti, dal riso, dalle patate, dal miele. La svolta è stata capire che i carboidrati non erano il nemico, ma il mio miglior alleato per spegnere l'infiammazione e far lavorare il fegato.

Ma c'è una storia che non ho mai raccontato. Una storia che solo ora riesco a collegare a tutto questo.

La flebo che non mi aveva spiegato nessuno

Quando mia madre era in fin di vita, in ospedale, i medici fecero un cambio. Sospesero la flebo di soluzione fisiologica e la sostituirono con una flebo di glucosio. Zucchero. Acqua e zucchero.

All'epoca non capii. Pensai fosse un gesto di resa, un "tanto ormai non serve a niente". Nessuno mi spiegò il perché. O forse me lo dissero, ma io non potevo sentire.

Oggi, dopo quello che ho imparato su di me e sul metabolismo, ho capito. E ho pianto.

Cosa succede quando il corpo muore

Nelle fasi terminali della vita, il corpo smette di nutrirsi. Non ha fame, non ha sete. I reni rallentano, a volte si fermano. Il sistema digestivo si spegne. È un processo naturale, uno "spegnimento graduale" che il corpo sa fare da milioni di anni.

In quella situazione, continuare a infondere soluzione fisiologica — acqua e sale — può diventare dannoso. Se i reni non funzionano, i liquidi non vengono eliminati: si accumulano nei tessuti, causando edema polmonare, ascite, gonfiore generalizzato. È sofferenza inutile.

Il glucosio, invece, è diverso.

Il glucosio: il nutrimento che non ha bisogno di essere digerito

Il glucosio è il principale substrato del metabolismo energetico cellulare. In parole semplici: è il carburante che le nostre cellule sanno usare senza trasformazioni complesse. Non richiede digestione, non richiede un apparato digerente funzionante, non richiede reni efficienti per essere utilizzato.

Quando viene infuso per via endovenosa, entra direttamente nel sangue e da lì nelle cellule. Viene metabolizzato immediatamente, producendo energia e — soprattutto — acqua metabolica: l'acqua che il corpo produce spontaneamente bruciando glucosio. Non è acqua che viene da fuori — è acqua che nasce dentro. E questa acqua viene distribuita dove serve, senza sovraccaricare reni e polmoni.

La soluzione fisiologica è solo acqua e sodio: mantiene idratato, ma non nutre. Il glucosio è energia pura. È il cibo più semplice che esiste, quello che il corpo sa usare in qualsiasi condizione, anche quando tutto il resto si è spento.

Quando i medici hanno sostituito la flebo salina con quella di zucchero, non si stavano arrendendo. Stavano facendo l'unica cosa che potevano fare: dare a mia madre un nutrimento che potesse ancora ricevere. La stavano nutrendo, non solo idratando. Le stavano dando l'energia per spegnersi con dolcezza, senza gonfiarsi, senza soffocare.

Il collegamento con la mia guarigione

Ora capisco perché la mia guarigione è passata attraverso gli amidi resistenti. Il riso, le patate, il grano saraceno — tutti glucosio a lento rilascio che arriva al fegato e gli dice: "C'è carburante, puoi smettere di stressarti, puoi finalmente fare il tuo lavoro".

Se il glucosio è il nutrimento più puro, quello che funziona anche quando il corpo è in fin di vita, figuriamoci cosa può fare in un corpo che lotta, che si infiamma, che trattiene, che soffre.

Se mia madre, in quell'ultimo istante, ha ricevuto quella flebo di zucchero come ultimo gesto d'amore, forse la mia guarigione è iniziata lì. Non lo saprò mai. Ma so che oggi, quando mangio il mio riso basmati freddo, quando sento le gambe tornare leggere e gli occhi nitidi, penso a lei.

Il problema non è lo zucchero. È il contesto in cui lo assumiamo. Il glucosio puro — quello degli amidi resistenti, delle patate fredde, del riso — è medicina. Mia madre me lo ha insegnato anche nell'ultimo istante.

Riferimenti

  • Glucosio: metabolismo e utilizzo clinico
  • Il ruolo del glucosio nelle cure palliative e nel supporto nutrizionale endovenoso
  • Ray Peat, "Sugar Issues" e il ruolo del glucosio nel metabolismo umano