Se c'è una cosa che ho imparato in questo percorso, è che le mode alimentari sono come i vestiti: non vanno bene a tutte le taglie. E per chi ha l'adenomiosi, certe mode possono essere letali.

Quando hai un dolore cronico che non ti lascia vivere, sei disposta a tutto. Provi qualsiasi cosa. E quando senti parlare di diete "rivoluzionarie" che hanno cambiato la vita a migliaia di persone, ci credi. Ci credi perché vuoi disperatamente che funzioni anche per te.

Io ci sono cascata. Con la dieta chetogenica. Con la dieta carnivora. E ho pagato un prezzo altissimo.

Il fascino del "grasso che brucia grasso"

La promessa della chetogenica è semplice e affascinante: togli i carboidrati, costringi il corpo a bruciare i grassi, perdi peso, spegni l'infiammazione. Sembra la soluzione perfetta. E i testimonial sono decine: persone che hanno risolto problemi metabolici, dolori cronici, malattie autoimmuni.

Allora perché, dopo settimane di sacrifici, di carne, uova, formaggi e grassi a volontà, io stavo peggio di prima? Perché il mio ciclo era diventato un fiume in piena, un'emorragia che non si fermava per un mese intero. Perché il mio utero, invece di calmarsi, sembrava urlare ancora più forte.

La risposta, l'ho scoperta dopo, è tutta negli ormoni.

La chetogenica e la trappola degli estrogeni

Quando entri in chetogenica, succedono due cose:

I grassi animali — carne rossa, latticini, formaggi — sono spesso ricchi di estrogeni e promotori di infiammazione. Per una donna con adenomiosi, che ha già un problema di dominanza estrogenica, aggiungere grassi animali in grandi quantità è come gettare benzina sul fuoco.

L'assenza di carboidrati mette il corpo in uno stato di stress. Lo stress alza il cortisolo. Il cortisolo è il ladro del progesterone: lo ruba per produrre altro cortisolo. E senza progesterone, l'utero perde il suo principale calmante naturale, lasciando campo libero agli estrogeni.

Il risultato? Infiammazione alle stelle. E nel mio caso, un'emorragia che sembrava non voler finire mai.

La carnivora: ancora più estrema, ancora più pericolosa

Pensavo: se la chetogenica è troppo blanda, provo la carnivora. Solo carne, niente vegetali, niente fibre, niente carboidrati. Il massimo della purezza.

È stato un disastro ancora più veloce.

Senza fibre, l'intestino si blocca. E se l'intestino non lavora, gli estrogeni che il fegato ha appena smaltito vengono riassorbiti invece di essere espulsi. È l'effetto beta-glucuronidasi di cui parlavo nell'articolo sul fegato, portato all'estremo. Mi sono ritrovata con un'infiammazione così forte da non riuscire più a distinguere il dolore dell'adenomiosi da quello di un intestino completamente congestionato.

Perché i nutrizionisti le prescrivono (e perché per noi sono sbagliate)

Oggi molti nutrizionisti, anche bravi, propongono la chetogenica come prima linea per patologie infiammatorie. E in molti casi funziona. Ma c'è una differenza sostanziale che spesso ignorano: il nostro terreno ormonale.

Una donna con adenomiosi non è semplicemente "infiammata". È una donna il cui corpo ha deciso di produrre, accumulare e non smaltire correttamente gli estrogeni. È una donna con un sistema endocrino già in tilt.

Togliere i carboidrati a un sistema che ha già la tiroide in affanno — freddo, stanchezza, nebbia mentale — significa peggiorare la situazione. Il corpo va in risparmio energetico, produce ancora più cortisolo, e gli estrogeni la fanno da padroni.

Quello che nessuno dice

Nessuno, nei gruppi dedicati alla chetogenica, ti dice che per noi donne con adenomiosi potrebbe essere la scelta peggiore. Nessuno ti dice che le proteine in eccesso possono stimolare la produzione di insulina, che a sua volta stimola gli estrogeni. Che l'assenza di fibre impedisce lo smaltimento degli ormoni di scarto. Che lo stress metabolico della chetogenica abbatte il progesterone, l'unico ormone che ci protegge.

E nessuno ti dice che forse, invece di togliere tutto, basterebbe scegliere i carboidrati giusti.

La differenza tra moda e cura

La chetogenica e la carnivora sono strumenti potentissimi — per alcune patologie. Per l'adenomiosi, per come l'ho vissuta io, sono state la scelta sbagliata. Hanno esacerbato i sintomi, infiammato il mio utero e mandato in tilt un sistema già fragile.

La mia strada era un'altra: gli amido resistenti, il supporto al fegato, la stabilizzazione della tiroide. Togliere il rumore di fondo, semplificare, e dare al corpo ciò di cui aveva davvero bisogno: carburante pulito, non stress metabolico.

Se stai pensando di provare la chetogenica per la tua adenomiosi, fermati un attimo. Chiediti: ho freddo? Ho nebbia mentale? Il mio ciclo è peggiorato? Se la risposta è sì, forse non è la strada giusta.

Le mode passano. La tua salute resta.

Riferimenti

  • Studi sull'effetto della dieta chetogenica sul cortisolo e sul progesterone
  • Letteratura scientifica sul rapporto tra grassi animali, infiammazione e dominanza estrogenica
  • Articoli sul ruolo delle fibre nello smaltimento degli estrogeni (estroboloma e beta-glucuronidasi)