C'è una frase di Ray Peat che mi ha cambiato la vita. L'ho letta anni fa, quando ancora brancolavo nel buio della mia adenomiosi:
"Come si può dire, anche in menopausa, che una donna è carente di estrogeni, dopo tutto quello che sappiamo sugli effetti infiammatori e stressanti di questi ormoni?"
All'epoca non capii del tutto. O forse capii istintivamente, ma non avevo gli strumenti per spiegarlo. Oggi, dopo anni di studio, di esperienze e di guarigione, posso farlo.
Il mito della "carenza di estrogeni"
La medicina convenzionale ci ha insegnato che la menopausa è una malattia da curare con gli estrogeni. Che le vampate, la secchezza, l'umore ballerino, il gonfiore, la nebbia mentale sono tutti sintomi di una "carenza" da colmare con la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS).
Ray Peat ha smontato questa narrazione pezzo per pezzo. E quello che ha scoperto è scomodo, perché mette in discussione un intero settore della medicina.
Gli estrogeni non spariscono: cambiano posto
In menopausa, le ovaie smettono di produrre estrogeni ciclici. Questo è un dato di fatto. Ma il corpo, da bravo sopravvissuto, trova altre fonti: il tessuto adiposo, le ghiandole surrenali, persino il cervello.
Il problema è che questi estrogeni "tissutali" sono più infiammatori, meno regolati, e soprattutto — se il fegato è pigro — non vengono smaltiti correttamente. Nei test del sangue risulti "carente" (perché gli estrogeni non circolano liberi), ma nei tessuti sei intasata. Gli estrogeni sono intrappolati nelle cellule, dove causano danni: ritenzione idrica, infiammazione, gonfiore, nebbia mentale.
Non è carenza. È sequestro.
La vera scomparsa: il progesterone
Il progesterone è l'ormone che tiene a bada gli estrogeni — il loro antagonista naturale. Immaginate un freno a mano: senza, anche una lieve accelerata diventa pericolosa.
In menopausa, il progesterone crolla quasi a zero. Le ovaie smettono di produrlo, e le ghiandole surrenali già stressate dalla vita moderna non riescono a compensare. Senza il suo freno, anche una piccola quantità di estrogeni diventa tossica. Non è mancanza di estrogeni — è mancanza di protezione dagli estrogeni.
La mia storia: quindici anni di TOS
Per quindici anni ho preso Terapia Ormonale Sostitutiva per gestire l'adenomiosi. Quindici anni di estrogeni sintetici. Il risultato? Il mio sistema è andato in tilt. Ho sviluppato un'allergia LTP con shock anafilattici a ripetizione. Ho accumulato edema e mixedema. Nebbia mentale, stanchezza cronica, infiammazione pelvica. Il mio corpo, annegato in estrogeni che non riusciva a smaltire, stava letteralmente bruciando.
Poi ho interrotto la TOS. E ho iniziato a lavorare sulla radice.
Cosa ho fatto per guarire
Glucosio pulito per il fegato. Gli amidi resistenti sono diventati il mio carburante principale. Il glucosio pulito permette al fegato di smontare gli estrogeni accumulati nei tessuti e di buttarli fuori.
Riattivato la tiroide. Con selenio e zinco, ho riacceso il metabolismo. La temperatura corporea è tornata a 36.7°C, la nebbia mentale è sparita. Una tiroide attiva spegne l'infiammazione e accende la riparazione — il segnale opposto a quello degli estrogeni.
Supportato la produzione naturale di ormoni. PEA, zinco, selenio, amidi resistenti: tutto questo ha dato al mio corpo gli strumenti per produrre ciò che serve, senza interferenze esterne.
Il risultato? Oggi sto bene. Non prendo più ormoni. E quando sento parlare di "carenza di estrogeni" in menopausa, sorrido — perché so che il problema non è mai stato la mancanza. È stato l'eccesso mal gestito.
Questa alimentazione mi sosterrà anche in menopausa?
Assolutamente sì. In menopausa, il metabolismo rallenta e il corpo tende ad accumulare estrogeni infiammatori nel grasso viscerale. Gli amidi resistenti mantengono l'insulina bassa, impedendo il deposito di quel "grasso da menopausa". Il glucosio pulito continua a dare al fegato il carburante per espellere gli estrogeni residui. Zinco e selenio proteggono la tiroide.
E quando ti sentirai pronta ad ampliare il menu, il primo alimento terapeutico da introdurre è il brodo d'ossa o la gelatina animale. La gelatina è ricchissima di glicina, che Peat considerava l'anti-estrogeno per eccellenza: calma il sistema nervoso, aiuta il fegato a disintossicare e ripara la fascia. Zero istamina se preparata fresca.
Una parentesi: la chetogenica e la libertà metabolica
Molte persone, spinte dalle mode alimentari, si rifugiano nella chetogenica o nella carnivora. "La faccio da dieci anni e sto benissimo", dicono. E allora chiederei una cosa semplice: aggiungi un dolce per un giorno.
Il caos. La fame nervosa. Il gonfiore. Perché quei dieci anni di chetogenica non li hanno guariti — li hanno resi iper-insulino-resistenti. Il loro corpo ha dimenticato come usare il glucosio. Non è guarigione: è prigione.
Non mangio per restrizione. Mangio per espansione. Non abbiamo bisogno di più ormoni — abbiamo bisogno di più energia, di più calore, di più capacità di smaltire ciò che ci fa male. Il progesterone non si compra in farmacia. Si costruisce, giorno dopo giorno, con il cibo giusto.
Riferimenti
- Ray Peat, "Estrogen and Aging"
- Ray Peat, "Progesterone Summaries"
- Ray Peat, "Gelatin, Stress, Longevity"
- Studi sul metabolismo degli estrogeni in menopausa
- La relazione tra tiroide, progesterone e dominanza estrogenica